Vedere lontano.

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Ago 16, 2009 No Comments ›› Domenico De Felice

Mentre visitavo un paziente con gravi problemi visivi, inviatomi da un collega, ho pensato ad un’idea che si potrebbe sviluppare per il benessere fisico e sociale dei cittadini.

In Italia per ottenere la patente di guida occorre sottoporsi ad una visita medica di controllo del proprio stato fisico e psichico.

 Guida e vista

L’art. 119 del Codice della Strada, comma 2 sancisce che la visita deve essere effettuata presso l’ufficio dell’Azienda Sanitaria Locale competente per territorio, al quale sono attribuite funzioni in materia medico – legale. La visita può, inoltre, essere effettuata da un medico inserito in particolari ambiti del Servizio Sanitario (medico responsabile dei servizi di base, medico militare, ispettore medico delle Ferrovie dello Stato ecc.). Le patenti speciali vengono rilasciate da una Commissione Medica Locale, presieduta, di norma, dal Responsabile della medicina legale della ASL dove è ubicata.

Le patenti di guida delle categorie A e B sono valide 10 anni, fino al compimento del 50° anno di età. Se sono state rilasciate o confermate a persone che hanno superato i 50 anni di età, la loro validità è limitata a 5 anni. Tutte le altri patenti, comprese quelle speciali, sono valide 5 anni, a meno che siano rilasciate o confermate a chi ha superato i 70 anni; nel qual caso, sono valide per 3 anni.

Requisiti visivi:

A/B

10/10 complessivi con 2/10 per l’occhio che vede meno raggiungibile con qualsiasi correzione di lenti con differenza non superiore a tre diottrie.
Visione binoculare.
Campo visivo normale senso cromatico sufficiente.

 C/D/E KA KB KC KD

14/10 complessivi con almeno 5/10 nell’occhio che vede meno raggiungibile con qualsiasi correzione di lenti con differenza non sup. a tre diottrie e visus naturale 1/10 per occhio.
Visione binoculare.
Campo visivo normale senso cromatico sufficiente.

Poco tempo fa ho rinnovato la mia licenza di guida. Il controllo della vista viene a mio avviso eseguito solo al fine di paragonare le tabelle sopra riportate.

Penso invece che, se opportunamente organizzata, tale visita, obbligatoria e periodica, potrebbe servire a fare uno screening di massa. Sono certo che ognuno di noi spenderebe volentieri qualche euro in più. Purtroppo in nessun caso, nemmeno nel sito del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it), che ovviamente cita la legge relativa, si fa mai cenno che uno dei medici che ufficializzano l’autorizzazione debba essere uno specialista.

Se immaginassimo solo lontanamente quanto lo Stato risparmierebbe in termini di gestione sanitaria se investisse in una visita specialistica e non in un “legga lì” verrebbe subito cambiato l’art. 119.

Facciamo un esempio. Con questa visita, ripeto obbligatoria e periodica, potremmo scoprire e curare, prima e meglio, una patologia spesso asintomatica e molto invalidante quale il glaucoma (vedi fra le  pagine “il glaucoma: seconda causa nel mondo di cecità”).

Pensate solo quante persone potrebbero evitare di essere operate se venissero prima visitate. Ancora oggi, purtroppo, spesso si fa confusione fra ottico ed oculista; in Italia non c’è una cultura oculistica: basta vedere bene non importa per quanto.

Pensate quanti incidenti stradali sono probabilmente collegabili a scarsa capacità visiva e/o restringimento del campo visivo.

Una visita così importante, a mio avviso, dovrebbe essere ultraspecialistica per l’ economia gestionale e per la salute dei cittadini.


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